Questa fotografia nasce da un allestimento realizzato con grande cura in studio. Parisio costruisce una scena artificiale usando materiali semplici: piccoli elementi metallici – come viti e frammenti industriali – disposti su un piano e accompagnati da un cartoncino curvato, che crea una sorta di tunnel. La luce è un elemento fondamentale: un fascio diretto illumina l’arco del cartoncino e produce un forte contrasto tra la parte chiara e lo spazio in ombra dove si trovano gli oggetti. In questo modo, materiali comuni diventano forme astratte, apparentemente lontane dal loro utilizzo quotidiano. La ridotta profondità di campo, con la sua lieve sfocatura, contribuisce a dare un senso di volume e profondità.
Giulio Parisio fu un fotografo estremamente versatile, capace di spaziare dalla fotografia di paesaggio a quella industriale e, al tempo stesso, di dedicarsi agli “ardimenti fotografici” – creazioni fotografiche d’avanguardia – che lo resero anche uno dei protagonisti del movimento futurista a Napoli, tanto da essere battezzato da Filippo Tommaso Marinetti come “il più futurista tra i fotografi del mondo”.
In questa composizione, tuttavia, pur accogliendo l’attitudine innovativa e l’inserimento dell’oggetto industriale tipici del Futurismo di seconda generazione, Parisio se ne discosta perseguendo una risoluzione formale di carattere spiccatamente astratto, fondata sulla dialettica luce/ombra e sulla riduzione narrativa. L’opera si configura così come espressione di un linguaggio d’avanguardia di respiro internazionale, in dialogo con ricerche coeve europee e intercontinentali.
Stato conservazione: Buono
Codice Collocazione: PRS0SD_A02_00004-1
Codice fotografia: PRS0SD_A02_00004-1_sn0009_L24
Data: non segnalata
Fotografo: Studio Parisio

